mercoledì 21 gennaio 2015

I faccioni dentati di San Agustin

Una delle facciotte di pietra
della zona di San Agustin
Ciao, nipote.

Dalla costa caraibica della Colombia, mi sono aggregato ad un tour guidato da Elizabeth per alcuni giorni, visitando con loro prima la capitale Bogotà e poi la zona di San Agustin, a ridosso delle montagne.

Si tratta di una zona in cui una civiltà antica ha lasciato tombe e bellissimi idoli di pietra, dalle facce bizzarre, a volte pure simpatiche. Non si sa molto di quel popolo, perché non ha lasciato testi scritti; ma archeologi di tutto il mondo dopo anni di studio sono riusciti ad interpretare molti dettagli delle statue, riuscendo a raccontarci almeno una parte della storia.

giovedì 15 gennaio 2015

La grande muraglia di Cartagena de Indias

La bandiera colombiana
sventola sopra le mura di Cartagena

Ciao, nipote.

Sono giunto in Colombia, per la precisione a Cartagena (Cartagena de Indias, per non confonderla con l'omonima città della Spagna; il suffisso "de Indias" deriva, come avrai capito, dall'idea che avevano ancora gli spagnoli di essere arrivati nelle Indie, per colpa dell'"errore" di Cristoforo Colombo).

Una città la cui storia è sempre stata associata ai pirati e ai corsari, che continuavano ad attaccarla per depredarla, tanto che ad un certo punto si dovette prendere una decisione molto impegnativa: dotare Cartagena di una cinta muraria di ben 12 km. 12 km, sì, hai letto bene: praticamente, la distanza tra casa nostra e Vicenza, tutta fatta di mura  .

martedì 2 dicembre 2014

La spiaggia del leone


Il leone di Leon a guardia della tomba
del poeta Ruben Dario
Ciao, nipote.

Mi trovo a Leon, importante città fondata dai colonizzatori spagnoli ancora nel 16° secolo in quello che sarebbe stato poi chiamato Nicaragua. Una città con un sacco di storie da raccontare, perlopiù collegate al suo glorioso passato e al suo ruolo durante la rivoluzione sandinista, che ha liberato il paese da una crudele dittatura nel 20° secolo.

Oggi, però, con il mio gruppetto di viaggiatori abbiamo deciso di andare a goderci una delle vicine spiagge sull'Oceano Pacifico, e così abbiamo chiesto al nostro autista signor Antonio di portarci a Las Peñitas, a circa una ventina di chilometri.

Devi sapere che l'Oceano Pacifico non è mai stato particolarmente pacifico (il nome gli era stato dato dai marinai che, passato il terribile Capo Horn tra la Patagonia e l'Antartide, ritornavano ad acque "più pacifiche"), e Las Peñitas non fa eccezione: belle onde alte più di un metro e mezzo, e tanti surfisti che ovviamente ne approfittano.

sabato 22 novembre 2014

La spiaggia di plastica

La spiaggia di Livingston
Ciao, nipote!

Ieri e l'altroieri ero a Livingston, un piccolo villaggio alla foce del Rio Dulce, in Guatemala.

Case di pescatori, il caldo clima del Caribe, palme colme di noci di cocco e spiaggie dorate... Beh, non proprio, purtroppo: la sabbia del litorale di Livingston è completamente ricoperta di spazzatura.

Per la maggior parte si tratta di contenitori di plastica, di pezzi di gommapiuma, di vecchie ciabatte... formano un continuo strato sul quale sei obbligato a passare, a volte nascondendo delle pozze d'acqua in cui rischi di affondare fino al ginocchio se non le noti.

Dicono che la spazzatura la porta la corrente, che è tutta roba che arriva dal Belize e dall'Honduras, dove la gente la butta in mare. Sicuramente un po' è così, ma ho visto varie persone gettare spazzatura lungo la strada, bambini giocare su quella spazzatura, pescatori svuotare e ripulire le loro reti su quella spazzatura. E' come se tutti ci si fossero abituati.

E (quasi) nessuno pulisce, ovviamente: durante una passeggiata di 3 chilometri, credo di aver visto solo due o tre case che avevano la loro porzione di spiaggetta in condizioni accettabili; per il resto, sembrava una discarica.

E' un peccato, ovviamente; ed ha anche dei cattivi effetti sul turismo, come puoi immaginare, perché così nessuno si ferma per più di uno o due giorni, dato che oltre al mare non c'è poi molto da fare. Ed è un insegnamento per noi tutti: perché si comincia dal gettare per terra una cartaccia o una bottiglietta di plastica, e si finisce così, come nella foto...

giovedì 6 novembre 2014

Una gazza ladra a colazione

A occhio e croce, direi che
a questa gazza piace il miele

Ciao, nipote.

Oggi mi trovo sull'isola di Ometepe, nel lago Nicaragua, il più grande lago del Centro America. Si tratta di un'isola formata da due vulcani, e dal lembo di terra che li unisce.

Il nostro albergo si trova proprio su tale lembo di terra, in una posizione deliziosa, circondato da piante verdissime su cui a volte si arrampicano anche le scimmie urlatrici.

Ma i veri padroni di casa sono degli uccelli coloratissimi, curiosi e intraprendenti al punto da volare sui tavoli della colazione per rubare del pane, bersi il tuo succo di frutta o, come nel caso della foto, assaggiare un po' di miele. Si tratta di gazze ladre, ma colorate di blu e azzurro, a differenza di quelle bianche e nere che conosciamo noi.