domenica 17 marzo 2013

Un barbiere come quelli di una volta

Ciao, nipote.

Le mani di Osvaldo sulla mia faccia
Da qualche giorno sono a Buenos Aires, la capitale dell'Argentina. I viaggiatori del mio tour sono appena partiti, ed io mi appresto a godermi un po' la città con le sue case colorate nel quartiere di Caminito, i suoi ballerini di tango, i festeggiamenti per il nuovo Papa (che è stato arcivescovo nella cattedrale di questa città per molti anni, e che quindi è molto noto ed amato).

Prima di partire, uno dei miei viaggiatori, Ivan, mi ha chiesto di trovargli un negozio di barbiere, di quelli all'antica che quasi non si vedono più, dove il barbiere usa ancora il rasoio a mano per farti la barba. E, con l'aiuto di alcune persone che conosco qui, sono riuscito a trovargliene uno, e siamo quindi andati a fargli visita.


Nel suo negozio, le seggioline all'antica ed un sacco di boccette, boccettine, pennelli e bacinelle si riflettono in specchi giganteschi e molto belli, decorati con grande cura. Il barbiere, Osvaldo, ci ha ricevuto con un grande sorriso e, dopo aver fatto accomodare Ivan, gli ha messo indosso il grembiule ed un asciugamano caldo sul viso, per ammorbidirgli la pelle; poi, ha cominciato a spennellargli la faccia con la schiuma da barba e, con molta attenzione, vi ha passato sopra la lama del suo rasoio, tagliando ogni singolo pelo, e lasciandogli la faccia vuota, fatta eccezione per ciglia e sopracciglia.

Dopo Ivan, è toccata a me, con la sola differenza che per me la sedia del barbiere era un po' piccolina ed ho dovuto sdraiarmi per permettergli di lavorare bene.

Alla fine, siamo usciti dal negozio con le facce pronte a prendere il sole, non più protette dalle barbe che ci eravamo lasciati crescere durante le tre settimane del tour.

2 commenti:

chiara.bc ha detto...

Dato che c'eri, una spuntatina ai capelli rasta???

Daniele ha detto...

Non sarei piú io, se lo facessi...

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